Cos’è la Cybersecurity?
Prima di iniziare a parlare di che cosa sia e di cosa potremmo circoscrivere con il termine Cybersecurity è importante poter definire anche un altro concetto, ovvero il Cyberspazio. Esso può essere immaginato come un “luogo” tecnologico e complesso derivato dall’uso interattivo di servizi su Internet. Grazie alle interconnessioni tra sistemi diversi, non sempre omogenei tra di loro, si definisce lo spazio d’azione tipicamente associato al termine Cyber.
Come in ogni ambiente, anche nel Cyberspazio esistono problematiche di sicurezza dovute per lo più all’integrazione e all’interazione non sempre ottimali tra le parti, siano esse di tipo software, hardware o perché no, anche di tipo umano. Paradossalmente, alcuni sottoinsiemi del Cyberspazio, se fossero ben circoscritti, potrebbero anche definirsi sicuri all’interno dei propri confini. Tale sicurezza però, nel momento in cui si interconnettono con altri sottoinsiemi, decade.
Per questo motivo sono diverse le norme che regolano i collegamenti tra tutti gli asset di un’organizzazione, sia per motivazioni tecniche, sia per motivazioni individuali, anche derivate da policy aziendali. Osservando questo complesso scenario dall’esterno vengono alla luce in modo lampante, anche ai non addetti ai lavori, le basi dei fattori di sicurezza (o meglio di insicurezza) che regolano i tempi moderni del mondo digitale.
Ora, grazie a questa migliore consapevolezza ambientale è possibile valutare il concetto di Cybersecurity per affrontare l’interazione tra diversi sistemi del Cyberspazio.
La normativa delle Cybersecurity: tra GDPR, privacy e standard di sicurezza
Dal punto di vista normativo si osserva l’esistenza di alcuni standard internazionali come ISO (the International Organization for Standardization) e IEC (the International Electrotechnical Commission) che, insieme, formano il sistema per la standardizzazione mondiale anche nell’ambito della Cybersecurity. In particolare, la ISO/IEC 27001, 27002, 27032 ed altre ancora formano le basi per un approccio consapevole e ordinato che ogni organizzazione dovrebbe adottare per migliorare la propria postura e mitigare il rischio cibernetico. Anche grazie all’esecuzione continua di Audit mirati sulla Cybersecurity queste norme sono ormai diventate la base per un corretto e consapevole approccio alla gestione della IT Security. Le linee guida tecniche di tali norme forniscono infatti i controlli per affrontare questi rischi, comprese le verifiche per prepararsi ad attacchi da parte, ad esempio, di malware, di singoli malintenzionati o di organizzazioni criminali su Internet o per individuare e monitorare gli attacchi preparando le opportune reazioni/risposte.
Dando un’occhiata all’attualità, l’osservazione delle notizie quotidiane, che si possono leggere ormai anche sulla stampa non specializzata, ci mette di fronte ad una nuova evidenza, ovvero: la Cybersecurity occupa ormai un ruolo centrale all’interno di ogni organizzazione strutturata con il coinvolgimento diretto o indiretto anche dei singoli individui privati, che spesso risultano essere le parti più lese. Per questo, oggi, chi non considera l’esistenza del Cyber Risk o chi, semplicemente, ne sottovaluta i rischi, gestendola in modo non adeguato, è destinato, prima o poi, a subirne le conseguenze che, molto spesso, possono definirsi gravi per la continuità operativa di un’organizzazione o per la sicurezza e l’incolumità delle persone, salvaguardando la loro privacy.
Tuttavia, anche grazie alla regolare applicazione dei concetti base del GDPR (General Data Protection Regulation), che non tratta solo di argomentazioni legate alla Privacy, tutte le organizzazioni dovrebbero essere state sufficientemente stimolate a prendere seriamente in considerazione almeno l’applicazione delle misure minime di mitigazione dei rischi, come ad esempio una politica di backup monitorata secondo la regola del 3-2-1 (3 copie dei dati su 2 differenti destinazioni e 1 copia off-site) unita ad un piano di Disaster Recovery da applicare in caso di necessità.
Ma perché ultimamente si parla così tanto di Cybersecurity? Purtroppo, non è una questione di moda o una tendenza momentanea. Il presente insegna a tutti i livelli la centralità della materia e come, in qualche modo, tocchi un po’ tutti, dalle aziende ovviamente ma anche i privati cittadini che sono utenti di numerosi servizi online.
Prenotare un biglietto aereo o acquistare un prodotto online ormai sono azioni da non svolgere più a cuor leggero poiché, seppur sembrino ormai attività banali, possono nascondere insidie.
La convergenza delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, la facilità di entrare nel cyberspazio e il restringimento dello spazio personale tra gli individui stanno guadagnando l’attenzione delle singole organizzazioni criminali. Questi utilizzano meccanismi, come phishing, spam e spyware, oltre a sviluppare nuove tecniche di attacco, per sfruttare eventuali punti deboli degli asset umani che sono indubbiamente l’anello debole della Cybersecurity Supply Chain.
La giusta metodologia per una strategia di Cybersecurity
Considerando quindi la Cybersecurity come un problema reale ed attuale vediamo quali possono essere i concetti di base che un’organizzazione deve tenere in considerazione:
- Applicare le linee guida di GDPR ed eventuali norme ISO/IEC.
- Creare Cyber-consapevolezza e cultura, grazie a frequenti corsi di formazione, a tutti i livelli all’interno delle figure aziendali a prescindere dal livello gerarchico o dal ruolo.
- Progettare soluzioni software partendo sempre da concetti di Security by Design e Privacy by Design.
- Applicare le misure di sicurezza difensive con il massimo investimento possibile per rafforzare l’impenetrabilità degli asset, che siano più o meno strategici.
- Affidarsi a soluzioni software proattive, magari gestite anche da tecnologie come Intelligenza Artificiale e Machine Learning, per monitorare in tempo reale ciò che accade all’interno della rete informatica.
- Disporre di un Team (interno o esterno) che possa reagire in tempi rapidi in caso di attacco e che disponga delle giuste competenze per poter arginare la minaccia magari affidandosi ad un SOC (Security Operation Center).
- Eseguire frequenti testi di validazione delle misure di sicurezza difensiva impostate commissionando ad Ethical hacker di fiducia azioni di Penetration Test di tipo Internal, External o Web Application a seconda della superficie da validare.
Machine learning e IA per la Cybersecurity
PIKERED si propone nel mercato della Cybersecurity offensiva, ovvero nell’ultimo dei punti dell’elenco sopra. Sapremo guidarvi nella scelta del tipo di verifica da applicare avendo il know tecnico e tecnologico per poter simulare un vero e proprio attacco informatico, anche grazie al nostro Red Team interno.
Inoltre, ZAIUX® Evo, soluzione software da noi integralmente sviluppata, può eseguire, grazie all’uso di Intelligenza Artificiale e Machine Learning, azioni automatizzate e continue di Internal Penetration Test.